Adolescenza, età del cambiamento

INCONTRI PER GENITORI DELL’ ASSOCIAZIONE FAMIGLIE IN RETE 2013-2014

RELAZIONE  DELL'INCONTRO

“ADOLESCENZA :

L'ETÀ  DEL CAMBIAMENTO”

Rel . Prof. Carluccio Bonesso

Comunicazione genitori-figli nell'adolescenza

 

L'adolescenza è un periodo della vita caratterizzato da importanti mutamenti fisici che portano il bambino ad assumere la struttura fisica dell'adulto... un bel salto di cui sottovalutiamo la portata, non solo in chiave fisiologica ma anche psicologica.

È, per i ragazzi, un periodo di grande preoccupazione vista l'incertezza del risultato finale... sotto tutti i punti di vista, che porta a perdere fiducia in sé e rende i ragazzi estremamente vulnerabili, nella costante ricerca di essere accettati dal gruppo nelle proprie modificazioni, piacevoli o meno.

Dal punto di vista della maturazione psicologica il grande salto sta nel passare dall'essere un bambino, dipendente in tutto dagli adulti, al divenire adulto, una persona  in grado di scelte autonome .

Tutte le società primitive e passate, fino a un decennio fa, hanno sottolineato questo cambiamento con i riti di passaggio, importanti tappe che segnavano l'ingresso nel mondo degli adulti, con le sue responsabilità.

Oggi la società contemporanea è  antropologicamente devastante  perchè ha, di fatto, messo in atto uno slittamento dell'ingresso dei ragazzi nel mondo adulto a... data da destinarsi ( prolungamento infinito degli studi, l'ingresso sempre più tardivo nel mondo del lavoro, con tutte le incertezze e le implicazioni ...) 

Se proviamo a fare un salto indietro nel tempo fino a 30 anni fa a 20-25 anni la maggior parte dei giovani avevano già famiglia e figli...

Di fatto costringiamo i ragazzi, nel fiore delle loro energie fisiche e mentali, ad essere parcheggiati in un limbo che sembra senza fine.

La conseguenza è un SENSO DI INUTILITÀ che è ben descritto dal Prof. Galimberti nel suo libro “ L'ospite inquietante”. 

Quel senso di inutilità mina in modo profondo l'autostima e la dignità, è umiliante perchè i giovani sono costretti a dipendere dagli adulti anche quando hanno le capacità e le energie per essere autonomi .

È urgente ripensare al futuro dei giovani, che sono il futuro della società perchè ne posseggono le energie migliori.

Dal punto di vista affettivo si assiste negli ultimi anni ad uno sviluppo fisico precoce (le statistiche parlano di una notevole anticipazione del menarca nelle ragazze ) dovuto anche all'alimentazione ricca di ormoni. A fronte di questa precocità la mente però non è pronta dal punto di vista neurocerebrale e l'eccessiva produzione di ormoni nel periodo dei primi amori porta spesso ad una sessualità precoce.

È tipico dell'adolescente uno SCARTO TRA CIÒ CHE VORREBBE essere o fare e ciò che realmente è o può. Questo gap provoca nei ragazzi un sentimento di RABBIA E ATTEGGIAMENTI NEGATIVI verso i genitori, che sono la prova evidente dei loro limiti,  ma anche un senso di colpa per il semplice fatto di provare questi sentimenti.

È importante che i genitori sappiamo che la rabbia non è rivolta verso i genitori, ma è una RICHIESTA DI AUTONOMIA, la figura dell'adulto è infatti vista in modo polivalente; da una parte rappresenta tutto ciò che vorrebbero rompere e superare, ma d'altra è anche una figura della quale hanno assolutamente bisogno, perchè li guidi  e sostenga .  Devono potersi fidare degli adulti, per questo si arrabbiano così tanto quando colgono crepe nella  loro coerenza .

Dobbiamo renderci conto che la RICERCA DI UNA NUOVA IDENTITÀ non è un'operazione semplice e che richiede molto allenamento, oltre a prevedere molte cadute!

Anche dal punto di vista sessuale l'identità degli adolescenti non è scontata... le esperienze forti vissute in questo periodo possono avere conseguenze e condizionare omosessualità future.

In questo percorso a ostacoli ha GRANDE IMPORTANZA IL GRUPPO perchè permette di sperimentarsi e trovare la PROPRIA IDENTITÀ.

Protetti dal gruppo essi possono sperimentare ciò che da soli non avrebbero il coraggio di fare... il gruppo è molto importante e insostituibile in questo momento ma è anche un rischio poiché spesso veicola la RIBELLIONE CONTRO LE REGOLE, che nasconde la RIBELLIONE VERSO IL MONDO DEGLI ADULTI.

Tutto ciò per mettere alla prova le regole stesse, se stessi e la reazione degli adulti.

Inutile dire che il rischio consiste nelle deviazioni del gruppo, che a quel punto diventa un BRANCO, le cui regole non si discutono per paura di esserne esclusi...

COME INTERVENIRE? È importante portare l'adolescente a riflettere sul gruppo guidandolo con domande stimolanti alle quali EGLI DEVE CERCARE LA SUA RISPOSTA, non può essere fornita preconfezionata... COSA VUOI ESSERE? Perchè questo atteggiamento? Come ti sei sentito? QUALE DISAGIO ti spinge a fumare, bere...?

È necessario sottolineare che i risultati non sono immediati! Ogni persona ha propri tempi di crescita che devono essere rispettati se vogliamo che i passi verso la maturazione siano reali e  assimilati in modo profondo .

È certamente un periodo difficile che  richiede controllo e ATTENZIONE  VERSO I SEGNALI, ma certamente non può essere evitato con esagerate proibizioni o rigidità.

Non dobbiamo dimenticare che LA RICERCA DELL'IDENTITÀ, è un bisogno primario del ragazzo adolescente, insieme a  quello di essere accettato, di appartenere al gruppo dei pari.

Obiettivo importante verso  la maturazione  è la CAPACITÀ DI FARE SCELTE personali. Come abbiamo visto nell'incontro precedente l'allenamento verso il raggiungimento di questa capacità dovrebbe iniziare fin dall'infanzia.

Se da bambino egli vive sereno perchè la sua realtà è protetta da regole che ne stabiliscono i confini, ora egli cerca da sé le proprie regole, una sorta di AUTODETERMINAZIONE non priva di errori e cadute che gli permetta di fare  scelte  autonome. Uno dei segnali che ci indicano la crescita in questo senso è la CAPACITÀ DI STARE DA SOLI, di gestirsi il tempo, lo studio, i silenzi...

Obiettivo tutt’altro che semplice nel  tempo del MULTITASKING e della dipendenza dal cellulare o dai socialnetwork!

MA È UN OBIETTIVO FONDAMENTALE:  solo se capace di AUTONOMIA l'adolescente può avere  relazioni sane e passare da BAMBINO AD ADULTO, perchè saprà stare in piedi da solo, e fare scelte che non sono le scelte de branco, ma filtrate dalla sua capacità di giudizio.

Caratteristico degli adolescenti è il SENSO DI ONNIPOTENZA, che ha aspetti positivi perchè infonde grande energia e porta ad ottenere gli obiettivi che essi si prefiggono: penso, ci credo, quindi POSSO FARLO. Non dimentichiamo che i grandi mutamenti nella storia sono sempre stati sostenuti da giovani!

“Il problema non aveva soluzione, ma i ragazzi non lo sapevano... quindi lo risolsero!” Mark Twain

 C'è anche un rovescio della medaglia, infatti tutti noi sappiamo che questa sensazione può essere molto pericolosa quando porta a leggerezze che possono avere conseguenze disastrose... (bevo e guido, tanto io reggo il vino, le disgrazie possono capitare solo agli altri, e mille altri esempi...)

È importante far riflettere i ragazzi SUI PERICOLI cui possono andare incontro perchè la mancanza del senso del pericolo e la ricerca del pericolo possono essere segno di una patologia.

 

Altro aspetto fondamentale è il fatto che non si accontentano più delle risposte preconfezionate ma cercano il SENSO, IL SIGNIFICATO E LA FINALITÀ delle esperienze e della vita.

A partire dai 13-14 anni i ragazzi iniziano a sviluppare la capacità del PENSIERO ASTRATTO motivo per cui è il momento in cui vengono inserite nei piani di studi discipline come il diritto, o la FILOSOFIA , o quelle discipline che richiedono una riflessione sul senso.

Essi sono naturalmente portati a spinte verso gli ideali; mentre il bambino agisce per il piacere di fare, e tutto quindi deve essere presentato come un gioco, gli adolescenti devono CAPIRE IL PERCHÈ, la MOTIVAZIONE ultima di ciò che fanno, il SENSO, che è  il risultato di un percorso RAZIONALE.

Non basta che una cosa sia giusta per l'adulto, è necessario che abbia VALORE, SENSO E SIGNIFICATO per lui.  

“ Perchè devo studiare matematica?” “ Perchè studiare se non avrò un lavoro?”

Non sono solo lamenti ma richieste di senso. In questo momento essi hanno BISOGNO DI  ADULTI  che stimano, che siano coerenti e SIGNIFICATIVI.

La parola d'ordine è la CREDIBILITÀ... gli adulti devono essere autentici (non perfetti!) oppure vanno demoliti.

Capaci di coerenza quindi, ma non necessariamente supereroi infallibili, l'importante è che sappiano riconoscere i propri errori, così da permettere anche a loro di poter sbagliare senza per questo sentirsi delle nullità.

Ci sono però anche dei rischi.

In questa ricerca di senso, che essi vogliono svolgere in modo autonomo c'è il rischio : E SE GLI IDEALI SONO NEGATIVI?

Nella ricerca della loro identità tutto viene rielaborato e messo in discussione, la propria idea del corpo, della personalità, dei comportamenti, delle relazioni, della sessualità...

Che valore dare ad ogni aspetto di sé ?

Quale importanza ha l'aspetto fisico?

È sempre difficile per gli adolescenti accettare il proprio aspetto, anche quando è perfetto agli occhi degli adulti.

I modelli sociali attuali hanno un potere devastante sui ragazzi. Il controllo esasperato dell'aspetto fisico genera MOSTRI PSICOLOGICI e non è soltanto un fatto personale. Esiste una forma di bullismo legato all'estetica che etichetta come “sfigati” tutti coloro che non si omologano ad un certo modo di vestire o ad un  peso-forma stabilito (da stilisti che non amano le donne in quanto  dichiaratamente gay). Ma come intervenire se il gruppo è negativo?

È un percorso di riflessione su di sé che ha i suoi tempi  ma che non dobbiamo stancarci di stimolare.

È necessario far leva sull'AUTOSTIMA, sul RINFORZO POSITIVO ogni volta che egli RIESCE IN CIÒ CHE RITIENE IMPORTANTE, in modo da costruire una personalità sufficientemente forte da sapere prendere decisioni autonome non veicolate dal gruppo.

Se nella scuola si verificano situazioni di isolamento è necessario segnalarle e fare in modo da stimolare i lavori di gruppo, dove va elogiato il lavoro DEL GRUPPO come apporto di diversi contributi.

Come aiutare i ragazzi verso una maturazione affettiva?

La mancanza di corrispondenza tra la maturazione psichica e sessuale, oltre ai devastanti modelli che vengono proposti dai media può portare ad interpretare la SESSUALITÀ COME SODDISFAZIONE,  a vivere  relazioni manipolative che puntano ad USARE L'ALTRO SENZA RISPETTO per la persona, solo per soddisfare un bisogno fisiologico .

Certo il panorama che molti adulti offrono, con il dilagare dei matrimoni fallimentari, la relativizzazione dell'idea di relazione, coppia e famiglie non aiuta... Quanti sono i matrimoni in cui le persone finiscono per usarsi a vicenda senza coltivare la qualità delle relazioni? Quale idea di relazione proponiamo agli adolescenti? 

È necessario sfruttare ogni occasione favorevole per riflettere sulle motivazioni delle scelte affinchè le relazioni adolescenziali passino da giudizi come BELLO/BRUTTO, a SIMPATICO/ANTIPATICO  fino a BUONO o CATTIVO; scelgo di stare con te per come sto con te, non per motivazioni superficiali.

In questo tempo in cui gli adolescenti hanno le massime capacità cognitive  e rielaborative, in cui cercano di capire il funzionamento di ogni cosa si pongono anche le DOMANDE ULTIME...

Qual è il senso della vita, della morte, dell'amore....

GLI ADOLESCENTI NON DEVONO ESSERE LASCIATI SOLI!

Sono importanti più che mai adulti di riferimento, genitori ma ancor più insegnanti, ADULTI SIGNIFICATIVI con i quali essi possano affrontare temi scottanti senza paura di ferire o sentirsi in colpa per averli sollevati .

Non è inusuale che i ragazzi facciano sogni di morte, che nella maggior parte dei casi indicano un momento di cambiamento, la morte del bambino che è in loro per la costruzione dell'adulto.

È anche il momento in cui prima o poi faranno una “doccia di realtà”, devono affrontare la morte di persone vicine e ora, che hanno maggiori capacità, sono maggiormente consapevoli che la morte è presente nella vita.

NON POSSIAMO PROTEGGERE GLI ADOLESCENTI DALLA VITA e dalle sue difficoltà.

Quello che possiamo fare è non lasciarli soli, è la PRESENZA SILENZIOSA, il contatto fisico rispettoso e affettuoso  che NON GIUDICA E NON BANALIZZA.

È la cura della TENEREZZA, è l'abbraccio che accoglie, è la presenza che sa tener duro e  mostrare che il dolore non è mai definitivo o privo di speranza, che anzi, può far crescere.

È la cura della relazione nel momento della fragilità, è la disponibilità all'ascolto attivo, rispettando i tempi della confidenza spontanea.

Ma è molto di più! È una sapienza silenziosa che comunica una capacità di sopravvivenza che è la forza della vita, che riconcilia con l'identità originale, la madre terra. È un messaggio di fiducia nelle capacità dei figli di risollevarsi dalle cadute, è l'accettazione dei limiti  e delle fragilità di se stessi e dei figli, è l'assegnazione di un compito; perchè il compito che madre terra ha assegnato ai genitori è quello di MANDARE AVANTI I FIGLI,  verso il futuro...

“ ...verso case che non potrete visitare neppure in sogno...” Gibran “ Il Profeta”

Essere educatori di adolescenti significa guardare dentro di sé e capire quali sono le NOSTRE PRIORITÀ e quindi I VALORI CHE RITENIAMO IMPORTANTI.

Quale traguardo proponiamo ai  nostri figli? Il risultato scolastico? Il SUCCESSO?

È rischioso spingere i giovani a spendersi per il successo perchè può portare ad un binomio pericoloso: RIESCO quindi VALGO, ma anche, FALLISCO, QUINDI NON VALGO.

Sono moltissimi gli uomini e le donne di successo che hanno fallito dal punto di vista umano, sacrificando sull'altare della carriera relazioni e famiglia finendo in una spirale di depressione.

 

Quale significato attribuiamo all'esperienza scolastica? Se è vero che “non è importante la meta ma il viaggio” dobbiamo considerare il piacere di SAPERE e di apprendere, non come bravura da sfoggiare con saccenza ma come contributo al SAPER VIVERE.

Anche come insegnanti dobbiamo capire che l'importante non è il programma svolto, ma ciò che dal programma abbiamo imparato di UTILE ALLA VITA. La scuola ha il compito di FORNIRE GLI STRUMENTI PER CAPIRE LA VITA, oltre che allenare alla convivenza, al rispetto per le persone. È spazio per educare alle emozioni,  tutte le emozioni che ogni persona può vivere ed esprimere, in una parola è uno SPAZIO PER COSTRUIRE L'IDENTITA'.

NON E' IL SUCCESSO A CREARE L'IDENTITÀ MA LA COERENZA.

Dobbiamo anche noi fare attenzione a non cadere in questo gioco rischioso: vali se sei bravo a scuola, sei un fallito perchè non hai avuto la promozione...

NON SOVRAPPONIAMO CIÒ CHE UNA PERSONA È CON CIÒ CHE ESSA FA .

L'identità non è data da ciò che si fa ma da ciò che si è.

In una parola non  possiamo confondere le azioni con i risultati.

Vali perchè ti sei impegnato, non per il voto che hai preso!

LA RICERCA DELLA PERFEZIONE GENERA PERSONE NEVROTICHE.

Sono le relazioni che rendono bella la vita, è l'AMORE TRA LE PERSONE che crea la felicità

… ubi caritas, Deus ibi est...

Lì c'è la felicità, perchè stiamo bene con noi stessi e con gli altri, sappiamo far star bene noi stessi e gli altri. Questa serenità, radicata nel profondo di noi ci rende felici.

 Il senso ultimo dell'uomo non è il FARE ma l'ESSERE.

“ L'inferno e il Paradiso non sono lontani da noi, ciascuno di noi può esser l'inferno o il Paradiso per le persone che lo circondano”  saggezza cinese!

Come genitori dobbiamo accogliere il figlio sempre, indipendentemente da ciò che fa, pur mantenendo un atteggiamento FERMO SUI VALORI, su ciò che è BENE e ciò che è MALE.

Dove il male è tutto ciò che ci fa del male, e crea il senso di colpa, che porta inevitabilmente alla malattia secondo studi scientifici verificati.

L'uomo è naturalmente alla ricerca del BEN-ESSERE, che è strettamente collegato alla stima di sé, risultato di azioni positive che migliorano l'idea che abbiamo di noi stessi.

I figli perfetti non esistono, così come i genitori perfetti.

I FIGLI POSSONO SBAGLIARE?

I figli devono poter sbagliare, ma anche assumersi le responsabilità dei propri errori.

I genitori che fanno i salti mortali per evitare delusioni ai figli proteggendoli da ogni frustrazione minano la loro capacità di reagire, in fondo non hanno fiducia in loro.

È invece importante stimolare le domande che portino a riflettere sulle motivazioni delle scelte e sulle emozioni profonde che le hanno provocate e che seguono le scelte, positive o negative che siano.

Perchè fumi? Quale disagio stai esprimendo? (ansia, senso di inferiorità...) Quali saranno le conseguenze della tua scelta? Quale motivazione forte può farti cambiare idea?

Il successo può dare gioia, una emozione che dipende da stimoli esterni, ma NON PUÒ DARE FELICITÀ, che è un sentimento duraturo che nasce da dentro, non da ciò che succede fuori da noi.

LA FELICITÀ non è data dal SUCCESSO, MA È FRUTTO DELLA RELAZIONE